Arte classica e arte digitale si mischiano in una scultura distopica.
Video e installazione realizzati per lo scultore Simone Benedetto, sono stati esposti alla Galleria Franz Paludetto di Torino.

“Sono le nostre identità ad essere trattate alla stregua di merce di scambio: i nostri gusti, le nostre preferenze, i nostri ricordi, i nostri dati personali. Sono tutte informazioni che riguardano la nostra vita privata, che ogni giorno con leggerezza e inconsapevolmente riversiamo nel web. Ignari delle conseguenze e senza chiederci quale sarà il loro destino.I una trasfigurazione della realtà informatica l’opera rappresenta un uomo intento a guardare il suo avatar virtuale rinchiuso in uno spazio inesistente, conscio di ciò che rappresenta, insofferente per la consapevolezza di essere semplicemente l’ identità effimera di una vita sempre più mostrata e sempre meno vissuta”

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